Rideshare “Stimulator”: abbiamo provato la demo, tra guida realistica, multe e qualche follia!
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Quante volte, giocando a Grand Theft Auto, abbiamo attraversato un incrocio con il rosso, ignorato un limite di velocità o trasformato una tranquilla passeggiata in città in un inseguimento automobilistico? E se, improvvisamente, un videogioco ci chiedesse di fare esattamente il contrario?
È proprio da questa curiosità che è partita la nostra esperienza con Rideshare “Stimulator”, il simulatore di guida sviluppato da UNIGINE e pubblicato da Saber Interactive.
La demo gratuita, disponibile su Steam dal 19 ottobre 2026, ci mette nei panni di un autista impegnato a costruire la propria attività di trasporto passeggeri. Dovremo rispettare le regole del traffico, mantenere l’automobile in buone condizioni e soddisfare i clienti per ottenere valutazioni migliori e guadagnare mance.
Noi di StarkGAMES abbiamo provato personalmente la versione dimostrativa, esplorando il sistema di guida, le funzionalità dell’automobile, la gestione dei passeggeri e le conseguenze delle infrazioni. E naturalmente, per capire fino a che punto si spinge la simulazione, non ci siamo limitati a guidare come automobilisti modello.
Il primo contatto: dal tutorial alla vita da autista
La nostra prova comincia con una sequenza cinematografica introduttiva, seguita da un tutorial dedicato ai comandi fondamentali del veicolo.
Acceleratore, freno e sterzo rappresentano soltanto il punto di partenza. Abbiamo infatti esplorato anche gli indicatori di direzione, i fari, i tergicristalli e la radio, compresa la possibilità di ascoltare un giornale radio durante gli spostamenti.
Prima di accettare il primo incarico ci siamo soffermati sulla mappa, osservandone le dimensioni, la legenda e i servizi disponibili. Tra questi troviamo distributori di carburante, officine, autolavaggi, punti ristoro e negozi.
Questi elementi non rappresentano soltanto dettagli ambientali: contribuiscono alla componente gestionale dell’esperienza, perché l’automobile dovrà essere mantenuta in condizioni adeguate per affrontare le corse successive.
Poi arriva il momento di partire. Il nostro primo passeggero ci aspetta e il navigatore indica la destinazione. Apparentemente tutto semplice, almeno fino al primo semaforo.
Semafori, precedenze e limiti: qui guidare bene conviene
Uno degli aspetti più interessanti di Rideshare “Stimulator” è il modo in cui il gioco cerca di valorizzare la condotta di guida.
Raggiungere la destinazione non è sufficiente: dobbiamo mantenere correttamente la corsia, rispettare i limiti di velocità, utilizzare le frecce, dare la precedenza e accompagnare il passeggero evitando brusche frenate o manovre rischiose.
L’interfaccia mette a disposizione numerose informazioni, tra cui la velocità, il limite consentito, la marcia inserita, il carburante e lo stato di pulizia e manutenzione del veicolo.
Particolarmente curioso è il sistema che mostra quanti secondi mancano al cambio del semaforo. Una piccola funzione che contribuisce a rendere più leggibile la circolazione cittadina e che abbiamo trovato interessante durante la prova.
Non manca neppure la precisione richiesta al momento dell’arrivo: il passeggero deve essere accompagnato nell’area segnalata, fermando l’automobile all’interno dello spazio evidenziato.
La soddisfazione dei clienti dipende anche da questi comportamenti. Una guida corretta permette di ottenere punteggi migliori e può tradursi in mance più generose.
Insomma, tutto ciò che abbiamo accuratamente evitato di fare per anni nei vari GTA, qui diventa praticamente il nostro lavoro!
Garage, manutenzione e miglioramenti: non basta saper guidare
Un’altra componente che abbiamo esplorato riguarda la gestione dell’automobile.
I guadagni delle corse possono essere reinvestiti per acquistare carburante, riparare eventuali danni, pulire il veicolo e accedere ai miglioramenti disponibili nel workshop.
Durante la nostra sessione abbiamo esaminato queste prime possibilità, cercando di comprenderne il ruolo nella progressione.
Il sistema crea un collegamento interessante tra comportamento al volante e gestione economica: un autista poco attento può compromettere le valutazioni e dover affrontare spese aggiuntive.
Abbiamo quindi proseguito con un secondo incarico, approfondendo ulteriormente il funzionamento delle corse e dei sistemi di valutazione.
Come si guida? Abbiamo testato sterzo, frenata e stabilità
Naturalmente non potevamo limitarci a osservare il paesaggio.
Abbiamo utilizzato le impostazioni di guida base, senza attivare una configurazione di simulazione avanzata, per valutare l’accessibilità dei comandi e il comportamento generale dell’automobile.
Durante le prove abbiamo osservato la reattività dello sterzo, la stabilità del veicolo nelle curve, la risposta alle frenate e il comportamento durante manovre più impegnative.
Abbiamo provato anche a utilizzare il freno a mano per provocare testa-coda, sia procedendo in avanti sia effettuando manovre in retromarcia.
Le nostre prime impressioni sulla guidabilità sono positive: il sistema ci è sembrato accessibile, intuitivo e piacevole da utilizzare.
Questo non significa che possiamo già esprimere una valutazione definitiva sulla profondità fisica del modello di guida. Per farlo serviranno prove più estese, possibilmente anche con impostazioni differenti e periferiche dedicate.
Abbiamo infranto le regole: come reagiscono traffico e polizia?
Ed eccoci alla parte della prova in cui la nostra curiosità ha preso decisamente il sopravvento.
Dopo aver tentato di accompagnare i passeggeri nel modo più corretto possibile, abbiamo deciso di verificare come il gioco reagisse alle infrazioni.
Inversioni azzardate, sorpassi rischiosi, marcia contromano e collisioni con altri veicoli sono diventati parte dei nostri esperimenti.
Il sistema è in grado di segnalare comportamenti irregolari e penalizzare la condotta del conducente. Inoltre, telecamere e pattuglie possono rilevare determinate infrazioni, facendo scattare sanzioni economiche.
Ci siamo spinti anche a verificare una situazione particolare: cosa succede se l’automobile entra in collisione con un pedone?
Nella versione dimostrativa che abbiamo provato, il gioco ci ha riportati a un punto precedente del percorso, senza rappresentare conseguenze più articolate.
Una scelta che rende evidente uno dei limiti del sistema osservato nella demo, anche se occorrerà verificare come questo aspetto verrà gestito nella versione definitiva.
Fortunatamente siamo in un videogioco: nella realtà, dopo tutte queste prove, avremmo già bisogno di un ottimo avvocato!
Il nostro incontro con la polizia: una multa da 200!
Tra gli esperimenti più divertenti della sessione abbiamo deciso di studiare il comportamento delle pattuglie.
La prima prova è stata piuttosto innocente: ci siamo avvicinati a una volante e abbiamo utilizzato il clacson. Nessuna reazione particolare.
Abbiamo quindi pensato di attirare maggiormente l’attenzione degli agenti, tamponando intenzionalmente l’automobile della polizia.
Il risultato non si è fatto attendere: il gioco ha mostrato una fotografia dell’incidente, accompagnata da una multa di 200 unità della valuta di gioco.
Non abbiamo assistito a una vera procedura di arresto né alla discesa degli agenti dal veicolo. Il sistema ha gestito l’accaduto attraverso la registrazione fotografica dell’infrazione e la relativa sanzione.
Ma non potevamo certamente concludere il nostro test senza un ultimo esperimento.
Con la pattuglia alle nostre spalle, abbiamo frenato, inserito la retromarcia e urtato nuovamente l’auto della polizia. Un modo decisamente poco ortodosso di salutare le forze dell’ordine!
Un’altra sanzione, ma nessun arresto.
Per chiudere il nostro video abbiamo allora immaginato un finale più cinematografico, con tanto di cappello della polizia, manette e un titolo eloquente:
“STARKGAMES HAS BEEN ARRESTED!”
Naturalmente si tratta di una gag realizzata da noi: nel gioco StarkGAMES non viene arrestata. Ma dopo tutte quelle infrazioni, un finale del genere ci sembrava quasi inevitabile!
Grafica e atmosfera: uno degli aspetti che ci ha convinto di più
Al di là degli esperimenti più improbabili, uno degli elementi che abbiamo apprezzato maggiormente è senza dubbio la qualità visiva.
Gli scenari urbani ci sono sembrati particolarmente suggestivi. Architetture, illuminazione, strade, traffico e scorci cittadini contribuiscono a costruire un ambiente piacevole da attraversare.
La cura della fotografia rappresenta, secondo le nostre prime impressioni, uno degli aspetti più riusciti dell’esperienza.
È interessante anche il contrasto tra la tranquillità apparente della guida quotidiana e la necessità di mantenere costantemente l’attenzione: un semaforo, una precedenza o una frenata possono influenzare l’esito della corsa.
Rideshare “Stimulator” riesce così a trasformare gesti automobilistici ordinari in piccoli obiettivi di gioco.
Cosa resta da verificare nella versione completa?
È importante ricordare che abbiamo provato esclusivamente la demo pubblica. Non possiamo quindi esprimere un giudizio definitivo sulla completezza dell’esperienza.
Restano da valutare l’effettiva varietà degli incarichi, la profondità della progressione, le possibilità di personalizzazione, il comportamento dei passeggeri sul lungo periodo e l’evoluzione del modello di guida.
Secondo le informazioni ufficiali pubblicate su Steam, il progetto prevede anche una modalità Free Ride opzionale con missioni generate attraverso strumenti di intelligenza artificiale. La campagna principale, invece, viene descritta dagli sviluppatori come scritta da autori umani. Si tratta di caratteristiche che non abbiamo approfondito nella nostra prova e che meritano una valutazione separata.
Non abbiamo inoltre elementi per confermare eventuali DLC o programmi di espansione successivi all’uscita.
Al momento della nostra analisi, la pubblicazione del gioco completo è indicata come prossima, senza una data definitiva annunciata.
Il primo verdetto di StarkGAMES: una demo che merita attenzione
La nostra esperienza con Rideshare “Stimulator” ci ha lasciato sensazioni complessivamente positive.
La qualità degli scenari, la guidabilità accessibile, l’attenzione alle regole del traffico e la gestione dei passeggeri costituiscono una base interessante per un simulatore che cerca di valorizzare anche la responsabilità del conducente.
Alcune reazioni del sistema, soprattutto nelle situazioni più estreme, ci sono sembrate ancora semplificate. Ma proprio perché abbiamo provato una demo, preferiamo considerarle osservazioni preliminari anziché attribuire loro il peso di un giudizio definitivo.
Una cosa, però, possiamo dirla: ci siamo divertiti. E non soltanto quando abbiamo provato a rispettare tutte le regole.
Consigliamo agli appassionati del genere di scaricare la demo gratuita e sperimentare personalmente questa particolare esperienza di guida.
Quanto a noi, continueremo a seguire lo sviluppo del progetto, curiosi di scoprire cosa riserverà la versione completa.
Guarda il nostro gameplay completo
Abbiamo documentato la nostra prova con un video di oltre 34 minuti, nel quale mostriamo le prime corse, il tutorial, la gestione dell’automobile, gli esperimenti di guida, le infrazioni e il nostro particolare incontro con la polizia.
Guarda Rideshare “Stimulator” — La prova completa di StarkGAMES su YouTube
E adesso una domanda: riuscireste a completare tutte le corse rispettando le regole, oppure dopo pochi minuti avreste già accumulato più multe che mance?
Raccontateci le vostre impressioni e continuate a seguire StarkGAMES per nuove prove dirette, approfondimenti e novità dal mondo videoludico.

















