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Tomb Raider: Legacy of Atlantis, nel 2027 torneremo nel 1996. Ma ritroveremo la stessa magia?

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SCHEDA TECNICA

Titolo
Tomb Raider: Legacy of Atlantis
Sviluppatore
Crystal Dynamics, Flying Wild Hog
Piattaforme
PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC (Steam), Nintendo Switch 2
Data di uscita
2027-02-12

Ci sono videogiochi che ricordiamo per la loro storia, altri per la colonna sonora… e poi ce ne sono alcuni che ricordiamo anche per certe forme che, nonostante fossero realizzate con una manciata di poligoni, era praticamente impossibile non notare!

Diciamolo: nel 1996 Lara Croft non passava certo inosservata!

Quel top aderente, i pantaloncini corti, le curve generose e soprattutto quel celebre seno appuntito avevano reso Lara una protagonista decisamente particolare. E probabilmente qualcuno si sarà soffermato ad ammirarla ancora prima di preoccuparsi del prossimo trabocchetto!

Ma dietro quel fascino virtuale c’era molto di più: un’avventura destinata a segnare un’intera generazione.

Oggi, trent’anni dopo, Tomb Raider: Legacy of Atlantis si prepara a riportarci proprio dove tutto ebbe inizio.

Prima di Lara Croft c’erano l’Amiga e le nottate con Sensible Soccer

Per raccontare cosa rappresenti questo ritorno dobbiamo riavvolgere il nastro.

Eravamo cresciuti con computer come il Commodore VIC-20, il Commodore 16, il leggendario Commodore 64 e gli Amiga 500 e 600. Macchine che ci avevano fatto scoprire non soltanto i videogiochi, ma anche la passione per l’informatica e l’hardware.

E come dimenticare le interminabili nottate con Sensible Soccer? Partite, rivincite, tornei improvvisati e joystick consumati. Bastava un Amiga e la compagnia giusta per perdere completamente la cognizione del tempo.

Poi, nel 1995, arrivò la prima PlayStation.

E accadde qualcosa che oggi fa quasi sorridere: un Amiga venne smontato, riposto in un armadio e, incredibilmente, nel 2026 si trova ancora lì, dopo oltre trent’anni.

Un piccolo pezzo di storia rimasto fermo nel tempo, mentre il mondo dei videogiochi continuava a trasformarsi.

Roma, la prima PlayStation e il nostro incontro con Tomb Raider

Tra i ricordi più belli di quegli anni ci sono le frequenti visite a Roma, una città che abbiamo sempre sentito particolarmente vicina.

A casa di un cugino trascorrevamo ore davanti alla prima PlayStation, scoprendo titoli che avrebbero lasciato un segno nella storia dei videogiochi.

Giocavamo a Tekken, con i suoi spettacolari combattimenti tridimensionali, e a Resident Evil, tra enigmi, porte misteriose e quella tensione che ci accompagnava in ogni stanza.

E poi c’era Tomb Raider.

Ricordiamo ancora la meraviglia di vedere Lara Croft muoversi all’interno di ambientazioni tridimensionali, esplorare antiche tombe, arrampicarsi, saltare e affrontare trabocchetti.

Oggi quelle animazioni possono sembrare primitive, ma allora ci lasciavano letteralmente senza parole.

Perché non avevamo mai visto niente di simile.

E quella grafica, che oggi giudicheremmo antiquata, nella nostra memoria è rimasta meravigliosa.

È uno degli aspetti più curiosi della nostalgia videoludica: quando ricordiamo un gioco di trent’anni fa, spesso lo immaginiamo con una grafica straordinaria. Poi lo riavviamo oggi e scopriamo personaggi spigolosi, texture sfocate e movimenti rigidi.

Ma la verità è che nel 1996 Tomb Raider era davvero straordinario, rispetto a tutto ciò che avevamo conosciuto fino a quel momento.

Forse la nostra memoria non conserva soltanto le immagini, ma soprattutto le emozioni che abbiamo provato guardandole.

Lara Croft: dalla fantasia a una donna in carne e ossa

Lara Croft aveva inoltre qualcosa che la rendeva particolarmente affascinante.

Era intelligente, coraggiosa, atletica, indipendente e dotata di un carattere che la distingueva da molti altri protagonisti dell’epoca.

Non nascondiamo che, qualche volta, ci sarebbe piaciuto sapere se da qualche parte nel mondo esistesse davvero una ragazza come lei. Magari incontrarla, oppure vederla in televisione.

Naturalmente sapevamo che era un personaggio inventato, nato dalla modellazione tridimensionale di un videogioco.

Eppure Lara cominciò presto a uscire dal mondo virtuale: già negli anni Novanta alcune modelle, tra cui Nathalie Cook e Rhona Mitra, la interpretavano durante eventi e campagne promozionali.

Ma fu soprattutto il cinema a dare al grande pubblico un volto riconoscibile a quella fantasia.

Nel 2001 Angelina Jolie interpretò Lara Croft nel primo film cinematografico dedicato a Tomb Raider.

Improvvisamente quella protagonista fatta di pochi poligoni aveva una voce, movimenti e un aspetto reale.

E ammettiamolo: anche sul grande schermo Lara continuava a farsi notare!

Trent’anni di Tomb Raider: abbiamo conosciuto anche un’altra Lara

Il nostro rapporto con Tomb Raider non si è naturalmente fermato agli anni Novanta.

Abbiamo giocato anche alla trilogia moderna, iniziata con Tomb Raider nel 2013, proseguita con Rise of the Tomb Raider nel 2015 e conclusa con Shadow of the Tomb Raider nel 2018.

Una reinterpretazione delle origini che ci ha mostrato una Lara differente: inizialmente inesperta e vulnerabile, destinata a diventare un’avventuriera sempre più determinata.

Abbiamo quindi conosciuto sia la Lara classica, sicura di sé e armata delle sue inseparabili doppie pistole, sia quella moderna, più umana e approfondita emotivamente.

E ricordiamo anche un nome che accomunava Tomb Raider ad altri videogiochi che abbiamo amato: Eidos Interactive.

La storica azienda pubblicò il Tomb Raider originale, sviluppato da Core Design, ma anche Commandos: Behind Enemy Lines, realizzato da Pyro Studios. Due esperienze differenti che hanno contribuito a formare il nostro modo di vivere i videogiochi.

Ed è proprio questa lunga esperienza con la saga a rendere particolarmente interessante Legacy of Atlantis.

Non dobbiamo scoprire chi sia Lara Croft. Vogliamo scoprire come riuscirà a sorprenderci ancora.

Legacy of Atlantis non è soltanto un remaster: è una rivisitazione completa

È importante chiarire un aspetto: Tomb Raider: Legacy of Atlantis non è semplicemente il gioco del 1996 con una grafica migliorata.

Crystal Dynamics, insieme a Flying Wild Hog, presenta il progetto come una rivisitazione completa dell’avventura originale, sviluppata attraverso Unreal Engine 5.

Il gioco vuole mantenere lo spirito e l’atmosfera che hanno reso celebre il primo Tomb Raider, ma ricostruisce gli ambienti, ripensa gli enigmi e modernizza il sistema di esplorazione e combattimento.

Ritroveremo luoghi iconici come la Valle Perduta del Perù, ma non necessariamente come li ricordiamo.

Alcuni enigmi sono stati riprogettati e ambientazioni un tempo separate sono diventate spazi più ampi e interconnessi.

Insomma, non si tratta soltanto di rivedere Lara Croft con milioni di poligoni in più.

Si tratta di rivivere un’avventura che conosciamo, ma attraverso possibilità che nel 1996 sarebbero state impensabili.

Ed è proprio qui che nasce la nostra curiosità: riusciranno a conservare quella sensazione di scoperta, mistero e meraviglia che ci aveva conquistato trent’anni fa?

La passione per Tomb Raider continua anche nel collezionismo

Per noi Tomb Raider rappresenta anche un legame con la storia dei videogiochi e con il mondo del collezionismo.

Nel corso degli anni abbiamo raccolto e conservato videogiochi, giocattoli e oggetti legati soprattutto agli anni Ottanta e Novanta.

Tra questi trova spazio anche la Collector’s Edition di Tomb Raider I–III Remastered di Limited Run Games, con oggetti che celebrano le prime avventure e l’inconfondibile Lara Croft poligonale.

Non si tratta soltanto del valore economico di una confezione o di una statuetta.

Alcuni oggetti hanno la capacità di riportarci indietro nel tempo, ricordandoci persone, luoghi ed emozioni che altrimenti rischierebbero di sbiadire.

Ed è per questo che guardiamo con particolare interesse anche alla Collector’s Edition di Tomb Raider: Legacy of Atlantis.

Ci piacerebbe poterla aggiungere alla nostra collezione e, magari, avere l’opportunità di realizzare un unboxing in anteprima da condividere online con i lettori e gli appassionati di StarkGAMES.

Così come ci farebbe piacere poter provare il gioco prima dell’uscita attraverso un’eventuale chiave review, per raccontarvi le nostre impressioni direttamente sul campo.

Naturalmente non sappiamo se queste opportunità si presenteranno.

Ma quando si tratta di Tomb Raider, dopo tanti anni di passione, è inevitabile riservare a questa saga un’attenzione particolare.

Perché ci sono oggetti che oggi scegliamo di conservare e che, tra altri trent’anni, potrebbero riportarci proprio alle emozioni che stiamo vivendo adesso.

Tomb Raider: Legacy of Atlantis, uscita e preordini

Tomb Raider: Legacy of Atlantis uscirà il 12 febbraio 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC tramite Steam e Nintendo Switch 2.

Sono previste le edizioni Standard, Deluxe e Collector’s Edition, quest’ultima dedicata soprattutto agli appassionati del collezionismo, con una statua di Lara Croft contro il T-Rex e altri oggetti esclusivi.

Per conoscere i contenuti delle versioni disponibili, verificare la disponibilità della Collector’s Edition e raggiungere i negozi per il preordine, vi invitiamo a consultare la pagina ufficiale:

Tomb Raider: Legacy of Atlantis – Edizioni e preordini ufficiali

Nel 2027 torneremo nel 1996. Ma sarà ancora la stessa magia?

Forse Legacy of Atlantis non riuscirà a restituirci esattamente le emozioni che provammo trent’anni fa.

Sarebbe anche ingiusto pretenderlo.

Oggi siamo cambiati noi, sono cambiati i videogiochi ed è cambiato ciò che consideriamo tecnologicamente straordinario.

Ma forse basterà entrare nella prima tomba, osservare un passaggio misterioso e ritrovare quella voglia irresistibile di esplorare per sentirci nuovamente davanti alla PlayStation di tanti anni fa.

Nel frattempo sappiamo che Crystal Dynamics sta preparando anche Tomb Raider: Catalyst, una nuova avventura che meriterà un approfondimento dedicato.

Per ora, però, vogliamo concentrarci sul ritorno alle origini.

Nel 1996 ci bastavano pochi poligoni per immaginare un mondo intero.

Nel 2027 ne avremo a disposizione milioni.

Ma riusciranno ancora a farci sognare come allora?

Noi di StarkGAMES non vediamo l’ora di scoprirlo.

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