NEWS

Jurassic Park: Survival: nel 1993 lo guardavamo, ora tocca a noi sopravvivere

CONDIVIDI
STARK GAMES TV
GUARDA SU YOUTUBE ↗

Altre immagini

       

Altri video

Un solo video disponibile.

SCHEDA TECNICA

Titolo
Jurassic Park: Survival
Sviluppatore
Saber Interactive
Publisher
Saber Interactive
Genere
Action-adventure / survival
Piattaforme
PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S
Data di uscita
Da annunciare
Modalità
Single player

Chi di noi non conosce Jurassic Park?

Per molti basta pronunciare quel nome perché riaffiorino immediatamente immagini, suoni e sensazioni rimaste nella memoria per più di trent’anni. I cancelli che si aprono, il bicchiere d’acqua che comincia a tremare, la pioggia che cade sulle automobili ferme nel parco e, naturalmente, quel ruggito capace di annunciare l’arrivo del Tyrannosaurus rex ancora prima di mostrarlo davvero.

Era il 1993 e Jurassic Park riusciva a trasformare un’idea fantascientifica in qualcosa che, almeno per la durata del film, sembrava quasi possibile. Un insetto rimasto intrappolato nell’ambra milioni di anni prima, il sangue conservato al suo interno, il DNA dei dinosauri e la genetica utilizzata per riportare in vita creature scomparse da un tempo così lontano da essere quasi impossibile da immaginare.

La scienza diventava racconto, il racconto diventava cinema e il cinema riusciva a farci sognare.

E se fossimo stati noi su Isla Nublar?

Da bambini, adolescenti o magari già adulti, guardando Jurassic Park abbiamo probabilmente pensato almeno una volta a cosa sarebbe successo se quella storia fosse stata reale.

Ci sono opere che osserviamo semplicemente dall’esterno e altre nelle quali, almeno con l’immaginazione, finiamo inevitabilmente per entrare. La storia infinita giocava con il confine tra il lettore e il mondo racchiuso dentro un libro. Last Action Hero portava letteralmente il suo giovane protagonista all’interno di un film d’azione, tra inseguimenti, esplosioni e sparatorie.

Jurassic Park faceva qualcosa di diverso.

Non eravamo noi a viaggiare indietro nel tempo. Erano i dinosauri a essere riportati nel presente. Eppure, guardandoli camminare nuovamente sulla Terra, sembrava quasi che quella distanza di oltre 65 milioni di anni fosse improvvisamente scomparsa.

Poi arrivava quella scena: la notte, la tempesta, le automobili ferme, il bicchiere d’acqua che vibra e il T-Rex.

A quel punto era praticamente impossibile non farsi una domanda: e se fossi io lì dentro?

Scapperei? Riuscirei a restare immobile? Avrei la lucidità necessaria per trovare una via di fuga? Resterei paralizzato dalla paura? E cosa proverei trovandomi faccia a faccia con un animale che nessun essere umano avrebbe mai dovuto incontrare?

È probabilmente questo uno dei motivi per cui il primo Jurassic Park è rimasto così profondamente impresso nell’immaginario collettivo: non ci limitavamo a guardare i suoi protagonisti. Per qualche momento cercavamo di immaginare cosa avremmo fatto al loro posto.

Nel 1993 potevamo soltanto guardare

Nel film seguivamo John Hammond e gli ospiti invitati a scoprire il suo incredibile parco: il paleontologo Alan Grant, la paleobotanica Ellie Sattler e il matematico Ian Malcolm.

Quella che inizialmente avrebbe dovuto essere la dimostrazione di una delle più incredibili imprese scientifiche mai immaginate si trasformava rapidamente in qualcosa di completamente diverso. I sistemi cominciavano a crollare, le recinzioni smettevano di essere una sicurezza e le creature che dovevano essere osservate a distanza diventavano improvvisamente libere.

Il parco di John Hammond non era più un’attrazione. Era diventato un luogo dal quale cercare di uscire vivi.

Noi eravamo lì insieme ai protagonisti, ma potevamo soltanto guardare.

Potevamo immaginare una strada diversa, sperare che un personaggio non entrasse in una stanza, chiederci se saremmo riusciti a nasconderci da un Velociraptor o pensare a cosa avremmo fatto mentre un enorme predatore ci cercava a pochi metri di distanza.

La storia, però, era già stata scritta. Gli attori avrebbero compiuto determinate azioni, i dinosauri sarebbero apparsi in momenti precisi e noi avremmo seguito quella storia fino ai titoli di coda.

E quando Jurassic Park finiva, soprattutto la prima volta, avremmo voluto vedere ancora qualcosa. Volevamo sapere cosa sarebbe successo dopo.

Negli anni sono arrivati sequel, nuovi personaggi e infine l’era di Jurassic World. Ma quella prima notte su Isla Nublar è rimasta qualcosa di particolare.

Jurassic Park: Survival comincia dove il film era appena finito

Ed è esattamente qui che entra in scena Jurassic Park: Survival.

Saber Interactive ha scelto infatti un punto narrativo estremamente affascinante: il gioco sarà ambientato su Isla Nublar il giorno successivo agli eventi del film originale del 1993.

La storia che conosciamo si è appena conclusa. Ma sull’isola è rimasto qualcuno.

La protagonista sarà la dottoressa Maya Joshi, una scienziata della InGen che non è riuscita a evacuare Isla Nublar.

Non interpreteremo quindi Alan Grant, Ian Malcolm, Ellie Sattler o uno degli altri personaggi che abbiamo imparato a conoscere attraverso il cinema. Questa sarà una storia originale, ambientata subito dopo gli eventi che conosciamo.

E soprattutto, questa volta, non saremo semplicemente seduti davanti allo schermo a guardarla accadere.

Questa volta il controller sarà nelle nostre mani

Ed è forse questo l’aspetto che più ci incuriosisce di Jurassic Park: Survival.

Nel 1993 potevamo soltanto immaginare cosa avremmo fatto davanti a un dinosauro. Questa volta avremo un controller o una tastiera tra le mani.

Saremo noi a muovere Maya, a entrare negli ambienti del parco, a esplorare, nasconderci e cercare una soluzione mentre qualcosa potrebbe trovarsi dietro una porta, nella vegetazione o magari proprio alle nostre spalle.

Questo non significa che potremo necessariamente riscrivere liberamente la trama: Saber Interactive non ha annunciato sistemi di scelte narrative o finali multipli e sarebbe quindi sbagliato attribuire al gioco caratteristiche che al momento non sono state confermate.

Ma il cambiamento rispetto al cinema resta enorme.

Nel film guardavamo qualcuno cercare di sopravvivere. Nel videogioco toccherà a noi farlo.

Sopravvivere, non semplicemente combattere

Le informazioni ufficiali diffuse da Saber Interactive descrivono Jurassic Park: Survival come un action-adventure single player in prima persona.

E c’è un particolare che ci sembra fondamentale: il gioco non viene presentato come una semplice successione di combattimenti contro i dinosauri.

La parola centrale sembra essere proprio quella scritta nel titolo: Survival.

Saber parla di furtività, distrazioni, ingegno e utilizzo delle risorse presenti nell’ambiente. Dovremo riuscire a superare in astuzia le creature dell’isola, evitarle e affrontare situazioni differenti sfruttando ciò che avremo a disposizione.

I dinosauri saranno inoltre caratterizzati da comportamenti distinti e adattivi, un elemento che potrebbe rendere gli incontri meno prevedibili e obbligarci a modificare il nostro approccio in base alla creatura che avremo davanti.

Ed è probabilmente proprio questa la filosofia che vorremmo ritrovare in un videogioco ispirato al primo Jurassic Park.

Perché nel film originale l’essere umano non diventava improvvisamente più forte di un dinosauro.

Cercava semplicemente di non diventare il suo prossimo pasto.

Una Isla Nublar che potremo finalmente esplorare

Saber Interactive promette una Isla Nublar completamente realizzata, popolata da fauna reattiva, dinosauri e altre minacce.

Potremo ritrovare alcuni dei luoghi diventati simbolo del film, dagli enormi cancelli del parco fino al celebre Visitor Center, insieme ad altre aree dell’isola.

Ed è qui che entra inevitabilmente in gioco la nostalgia.

Chi ha visto Jurassic Park decine di volte conosce determinati ambienti quasi come se ci fosse già stato. Ma fino a oggi li abbiamo sempre osservati attraverso l’inquadratura scelta dal film.

In Jurassic Park: Survival potremo finalmente attraversarli, guardarci intorno, fermarci ed esplorare.

E magari pentirci immediatamente di essere entrati in un corridoio quando sentiremo qualcosa muoversi dall’altra parte.

Dilophosaurus, Velociraptor e T-Rex: le immagini parlano già chiaro

Il materiale ufficiale distribuito da Saber Interactive mostra già alcune delle creature che hanno contribuito a rendere immortale Jurassic Park.

Tra gli screenshot troviamo il Dilophosaurus, i Velociraptor e naturalmente il Tyrannosaurus rex.

E guardando Maya davanti a un T-Rex enorme, con una semplice luce tra le mani, ritorna immediatamente quella vecchia domanda: che cosa faremmo noi?

È impossibile sapere oggi quanto il gioco definitivo riuscirà davvero a trasmettere quella sensazione di vulnerabilità, perché per giudicarlo servirà inevitabilmente provarlo.

Ma la direzione mostrata finora è certamente capace di attirare la nostra attenzione.

Il trailer ufficiale riaccende quella sensazione del 1993

Il trailer ufficiale di Jurassic Park: Survival punta proprio su quella combinazione di meraviglia, tensione e paura che associamo immediatamente al film originale.

Vediamo Maya, Isla Nublar, gli ambienti del parco e naturalmente i dinosauri. Il comparto visivo mostrato nel materiale promozionale appare estremamente promettente e alcune sequenze riescono già a trasmettere la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di enorme, pericoloso e soprattutto molto più forte di noi.

Ma vogliamo essere molto chiari su questo punto.

Noi di StarkGAMES non abbiamo ancora avuto la possibilità di provare Jurassic Park: Survival.

Le nostre impressioni attuali si basano esclusivamente sul trailer, sugli screenshot e sulle informazioni ufficiali distribuite da Saber Interactive. Non stiamo quindi recensendo il gioco e non vogliamo trasformare un trailer in un giudizio sul prodotto finale.

Vogliamo però vederne di più.

Vogliamo vedere gameplay reale, capire quanto sarà profonda la componente stealth, scoprire come reagiranno realmente i dinosauri alle nostre azioni e soprattutto capire se, quando ci troveremo davanti a un T-Rex, riusciremo ancora a provare quella stessa sensazione che il cinema ci regalò più di trent’anni fa.

Saber Interactive, un nome che conosciamo e seguiremo da vicino

Saber Interactive è una realtà che conosciamo e seguiamo già da tempo. Nel corso degli anni ha lavorato su produzioni molto differenti tra loro, passando da titoli come World War Z e SnowRunner fino a Warhammer 40,000: Space Marine 2 e numerosi altri progetti.

Abbiamo avuto modo di conoscere più da vicino anche il lavoro e la comunicazione dell’azienda, ed è uno dei motivi per cui seguiremo con particolare interesse l’evoluzione di Jurassic Park: Survival.

Il materiale mostrato finora ci lascia davanti a un progetto che, almeno nelle intenzioni, sembra aver compreso un punto fondamentale: Jurassic Park non è soltanto dinosauri.

È meraviglia.

È paura.

È sentirsi incredibilmente piccoli davanti a qualcosa che non dovrebbe più esistere.

È sapere che da qualche parte, oltre gli alberi o dietro una porta, potrebbe esserci qualcosa che ci sta cercando.

Un piccolo richiamo a quella nostalgia che ritroviamo anche nei videogiochi

Negli ultimi anni abbiamo ritrovato sensazioni nostalgiche simili, anche se naturalmente in un genere completamente diverso, provando Tempest Rising, sviluppato da Slipgate Ironworks e pubblicato da 3D Realms: un RTS capace di richiamare immediatamente alla memoria la scuola dei grandi strategici come Command & Conquer.

Ma questa è un’altra storia e Tempest Rising merita uno spazio tutto suo su StarkGAMES.

Qui torniamo immediatamente su Isla Nublar.

Nel 1993 sognavamo di entrare nel film. Ora potremmo riuscirci

Jurassic Park ha attraversato generazioni. Sono arrivati sequel, nuove creature, nuovi personaggi e successivamente l’era di Jurassic World.

Ma per molti il fascino di quel primo viaggio del 1993 resta ancora difficile da replicare.

Forse perché era la prima volta.

Forse perché davanti a quei dinosauri provavamo contemporaneamente meraviglia e paura.

O forse perché almeno una volta abbiamo tutti immaginato cosa sarebbe successo se fossimo rimasti soli su quell’isola.

Jurassic Park: Survival parte esattamente da lì.

Da una Isla Nublar che pensavamo di conoscere, da una storia che comincia appena dopo quella che abbiamo visto terminare al cinema e da quella domanda che ci accompagna dal 1993:

E se fossi io lì dentro?

Per oltre trent’anni abbiamo potuto rispondere soltanto con l’immaginazione.

Adesso potremmo finalmente scoprirlo con un controller tra le mani.

Nel 1993 eravamo spettatori. Questa volta toccherà a noi sopravvivere.

Jurassic Park: Survival è attualmente in sviluppo presso Saber Interactive, che si occuperà anche della pubblicazione in collaborazione con Universal Games and Digital Platforms. Il gioco è previsto per PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Al momento non è stata comunicata una data di uscita ufficiale.

Noi di StarkGAMES continueremo a seguire il progetto molto da vicino e attendiamo nuovo materiale, sequenze di gameplay e ulteriori informazioni. Naturalmente speriamo anche di avere l’opportunità di provare direttamente Jurassic Park: Survival, così da poter tornare su Isla Nublar e raccontarvi questa volta non soltanto ciò che abbiamo visto in un trailer, ma ciò che avremo realmente vissuto pad alla mano.

Questo articolo è stato realizzato utilizzando le informazioni, il trailer e il materiale stampa ufficiale messi a disposizione da Saber Interactive. Jurassic Park: Survival non è stato provato da StarkGAMES e le considerazioni sull’aspetto visivo, sull’atmosfera e sulle potenzialità del progetto si riferiscono esclusivamente al materiale mostrato finora.

Fonti ufficiali

Jurassic Park: Survival – sito ufficiale Saber Interactive
Saber Interactive – annuncio ufficiale di Jurassic Park: Survival
Amblin – Jurassic Park

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE