Addio a Fulvio Lucisano, gigante del cinema italiano: oltre 70 anni di film, intuizioni e futuro
È morto a 98 anni il fondatore della Italian International Film, protagonista di oltre settant’anni di cinema italiano. Una storia di talento, rischio e visione che continua attraverso Federica e Paola Lucisano.

Ci sono produttori che vengono ricordati per un film. Altri per una stagione cinematografica. E poi esistono figure attraverso le quali è possibile raccontare interi decenni di cinema italiano.
Fulvio Lucisano apparteneva a quest’ultima categoria.
Il produttore romano è morto il 18 agosto 2026 all’età di 98 anni, dopo una vita trascorsa quasi interamente dentro il mondo del cinema.
Nato a Roma il 1° agosto 1928, Lucisano ha attraversato oltre settant’anni di industria cinematografica italiana, accompagnandone evoluzioni, crisi, rinascite e trasformazioni tecnologiche senza smettere di guardare al progetto successivo.
La notizia della scomparsa è stata annunciata dalle figlie Federica e Paola Lucisano, da anni protagoniste della continuità produttiva e imprenditoriale del gruppo di famiglia.
Ma raccontare Fulvio Lucisano soltanto attraverso la notizia della sua morte significherebbe fermarsi all’ultima pagina di una storia enorme.
Dagli anni Quaranta al grande cinema italiano
Prima ancora di diventare produttore, Lucisano aveva iniziato a conoscere il cinema dall’interno.
Alla fine degli anni Quaranta mosse i primi passi nel settore documentaristico e collaborò con l’Istituto Luce, maturando esperienza nella produzione di documentari e cinegiornali.
La famiglia aveva immaginato per lui una carriera diversa e Lucisano conseguì una laurea in Giurisprudenza. Ma il cinema era ormai diventato la sua strada.
Nel 1955 produsse il suo primo lungometraggio, I quattro del getto tonante.
Tre anni più tardi arrivò la decisione destinata a definire il resto della sua vita professionale.
Nel 1958 fondò la Italian International Film, la IIF.
Era l’inizio di una delle avventure produttive più longeve e riconoscibili del cinema italiano.
Italian International Film: molto più di una casa di produzione
Definire Fulvio Lucisano semplicemente un produttore cinematografico è corretto, ma non sufficiente.
Nel corso dei decenni il suo lavoro ha abbracciato produzione, acquisizione, distribuzione, televisione ed esercizio cinematografico, costruendo intorno al cinema una vera struttura industriale.
La Italian International Film è diventata una realtà capace di attraversare generi ed epoche differenti, passando dalla commedia al dramma, dal cinema popolare al cinema d’autore e alle produzioni internazionali.
Ed è qui che emerge uno degli aspetti più importanti del mestiere di Lucisano.
Un produttore non deve soltanto riconoscere una buona storia. Deve creare le condizioni perché quella storia possa diventare cinema.
Significa scegliere, rischiare, trovare risorse, costruire una produzione, mettere insieme autori, registi, interpreti e tecnici e infine portare il risultato davanti al pubblico.
Fulvio Lucisano ha fatto questo per oltre settant’anni.
Massimo Troisi e l’intuizione diventata storia
Uno degli episodi che meglio raccontano il suo istinto produttivo riguarda Massimo Troisi.
Lucisano intuì il potenziale cinematografico dell’artista napoletano quando il grande pubblico non aveva ancora conosciuto il Troisi che sarebbe entrato nella storia del nostro cinema.
Credette in quel talento e nel 1981 arrivò Ricomincio da tre, esordio cinematografico alla regia di Troisi e opera destinata a diventare uno dei titoli simbolo del cinema italiano.
Oggi è facile osservare quella scelta conoscendone già il risultato.
Ma il mestiere del produttore consiste esattamente nel contrario.
Vedere qualcosa prima che diventi evidente a tutti gli altri.
Prima del successo, prima degli incassi, prima dei premi e prima che un artista diventi un’icona.
Quella capacità di intuire il potenziale di una persona o di un progetto è stata una delle caratteristiche fondamentali della carriera di Fulvio Lucisano.
Una filmografia che attraversa generazioni
Il nome di Lucisano è legato a stagioni profondamente diverse del nostro cinema.
Tra i titoli più rappresentativi della sua lunghissima attività troviamo Ricomincio da tre, Il grande cocomero e Ninfa plebea, accanto a moltissime altre produzioni che hanno attraversato generi, autori e pubblici differenti.
Il suo percorso si è incrociato con alcune delle personalità più importanti dello spettacolo italiano e con una trasformazione radicale del modo stesso di produrre e distribuire un film.
Dalla pellicola alla televisione.
Dalle grandi sale al digitale.
Dalla distribuzione tradizionale alle piattaforme.
Il cinema cambiava e Lucisano continuava a produrre.
Il rischio fa parte del mestiere
Produrre significa decidere prima di conoscere il risultato.
Alcune decisioni diventano successi. Altre diventano occasioni perdute.
Lucisano stesso ricordò nel corso degli anni alcune valutazioni rivelatesi sbagliate, dimostrando però una caratteristica tipica dei grandi produttori: la capacità di continuare a scommettere dopo ogni scelta.
Perché il produttore mette insieme sensibilità artistica e responsabilità economica.
Può credere profondamente in un progetto, ma deve anche decidere se trasformarlo davvero in un film.
Nel cinema il rischio non è un incidente del mestiere. Il rischio è parte del mestiere.
I riconoscimenti di una carriera straordinaria
L’importanza di Fulvio Lucisano è stata riconosciuta anche dalle principali istituzioni del cinema e dello Stato.
È stato presidente dell’ANICA dal 1998 al 2001, assumendo un ruolo di primo piano anche nella rappresentanza dell’industria audiovisiva italiana.
Nel 2005 la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia gli dedicò un omaggio.
Nel 2007 gli fu conferita l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro.
Nel 2009 ricevette inoltre il David di Donatello alla carriera.
Riconoscimenti prestigiosi, ma probabilmente non sufficienti da soli a spiegare ciò che ha costruito.
Federica e Paola Lucisano: un’eredità costruita nel tempo
Quando scompare il fondatore di una grande realtà familiare si parla quasi automaticamente di “passaggio di testimone”.
Nel caso della famiglia Lucisano, però, questa espressione rischia di essere riduttiva.
Federica e Paola Lucisano non iniziano oggi a raccogliere l’eredità del padre.
Ne fanno parte da anni.
Hanno costruito i propri percorsi professionali all’interno delle attività cinematografiche e televisive della famiglia, contribuendo alla loro evoluzione molto prima della scomparsa di Fulvio.
Federica Lucisano è diventata una delle figure centrali della produzione cinematografica e della gestione del gruppo, mentre Paola Lucisano ha sviluppato un ruolo importante anche nella produzione televisiva.
Due percorsi differenti, ma parte di una stessa storia.
Ed è proprio qui che si misura una delle eredità più profonde lasciate da Fulvio Lucisano.
Non aver costruito soltanto una società, ma una cultura produttiva capace di continuare attraverso una nuova generazione.
La IIF non appartiene soltanto al passato
La Italian International Film nasce nel 1958, ma sarebbe un errore considerarla semplicemente un monumento alla storia del cinema italiano.
La IIF continua a essere una realtà produttiva, inserita nel Gruppo Lucisano e impegnata nello sviluppo di nuovi progetti cinematografici e televisivi.
Questa continuità rende l’eredità di Fulvio Lucisano particolarmente concreta.
Non ha lasciato soltanto film già realizzati. Ha lasciato una struttura nella quale altri film possono ancora nascere.
Ogni produzione significa sceneggiature, riunioni, casting, preparazione, riprese, montaggio e distribuzione.
Significa centinaia di professionalità che si incontrano per trasformare un progetto in immagini.
Quella macchina continua a muoversi.
1949-2026: una vita attraversando il cinema
Basta mettere una accanto all’altra due date per comprendere le dimensioni del suo percorso.
1949.
2026.
Dai primi documentari all’epoca dello streaming.
Dalla pellicola al digitale.
Dai cinegiornali alle piattaforme.
Nel corso della carriera di Lucisano è cambiato praticamente ogni elemento dell’industria audiovisiva.
Sono cambiate le tecnologie, le sale, il pubblico, la distribuzione e perfino il modo nel quale gli spettatori scelgono e guardano un film.
Eppure il suo nome è rimasto legato alla produzione fino agli ultimi anni.
Questa non è soltanto longevità professionale.
È capacità di evolversi.
L’eredità di Fulvio Lucisano
Forse il modo migliore per misurare ciò che Fulvio Lucisano ha costruito non è limitarsi a contare i film che portano il suo nome nei titoli di coda.
È osservare quanti film possono ancora nascere dalla struttura che ha lasciato.
Questa è la differenza tra una grande filmografia e una vera eredità cinematografica e industriale.
Restano i film.
Restano gli autori.
Restano gli interpreti.
Restano le intuizioni, i successi e i rischi.
Rimane Massimo Troisi.
Rimane Ricomincio da tre.
Rimane la Italian International Film.
Rimangono Federica e Paola Lucisano.
E rimane soprattutto una macchina produttiva capace di continuare a sviluppare nuove storie.
Fulvio Lucisano entra definitivamente nella storia del cinema italiano.
Ma ciò che ha costruito non entra in un museo.
Continua attraverso chi produce, scrive, dirige, recita, costruisce e realizza il cinema che verrà.
Da parte nostra, come redazione di StarkGAMES, vogliamo ricordarlo per ciò che ha rappresentato: produttore, imprenditore e uomo di cinema capace di trasformare intuizioni e talenti in immagini destinate a rimanere.
Addio, Fulvio Lucisano.
E grazie per oltre settant’anni di cinema.



