Il Mistero dei Templari 3 è finalmente realtà? Nicolas Cage verso il ritorno e il mistero della Pagina 47
Dopo 19 anni dall'ultima avventura cinematografica di Benjamin Gates, National Treasure 3 torna finalmente a essere un progetto concreto. Jon Turteltaub riaccende la caccia al tesoro, ma resta una grande domanda: quale mistero ci aspetta questa volta?

Ci sono film che ricordiamo per una scena, altri per una battuta. E poi ci sono quelle avventure che, una volta iniziate, semplicemente non vorremmo mai vedere finire. Per molti appassionati di cinema, Il Mistero dei Templari appartiene proprio a questa categoria.
Ora, dopo quasi vent’anni dall’ultima avventura cinematografica di Benjamin Gates, quella sensazione potrebbe finalmente tornare. Il Mistero dei Templari 3, conosciuto internazionalmente come National Treasure 3, è infatti tornato a essere qualcosa di molto più concreto di una semplice voce o del desiderio di una parte del pubblico.
A riaccendere l’entusiasmo è stato Jon Turteltaub, regista dei primi due capitoli, che durante una registrazione del podcast National Treasure Hunt ha parlato apertamente del progetto, affermando che il terzo film sta finalmente diventando una realtà hollywoodiana.
Un’affermazione importante soprattutto considerando quanti anni sono trascorsi tra indiscrezioni, sceneggiature, dichiarazioni, frenate e ripartenze.
E proprio il tempo trascorso rende questa notizia ancora più affascinante.
Il Mistero dei Templari: quando iniziò l’avventura
Il primo Il Mistero dei Templari arrivò nel 2004. Il titolo originale era semplicemente National Treasure.
Protagonista era Nicolas Cage nei panni di Benjamin Franklin Gates, storico, crittografo e cacciatore di tesori appartenente a una famiglia che da generazioni cercava di risolvere uno dei più grandi misteri della storia americana.
La premessa era già irresistibile: un immenso tesoro tramandato attraverso i secoli, collegato ai Cavalieri Templari, ai massoni e ai Padri Fondatori degli Stati Uniti. E soprattutto un indizio nascosto in uno dei documenti più importanti della storia americana: la Dichiarazione d’Indipendenza.
Da qui nasceva una delle idee più folli e allo stesso tempo memorabili del film: per salvare la Dichiarazione dalle mani sbagliate, Benjamin Gates decideva di rubarla lui stesso.
Ma quello era soltanto l’inizio.
Ogni indizio conduceva a un altro indizio. Una frase diventava un codice, un codice indicava un luogo, un oggetto apparentemente insignificante poteva improvvisamente trasformarsi nella chiave per comprendere un mistero vecchio di centinaia di anni.
Ed era proprio questa continua sensazione di scoperta a rendere National Treasure così divertente.
Quei film che non volevamo mai vedere finire
Rivedendo oggi i primi due capitoli entra inevitabilmente in gioco anche una buona dose di nostalgia.
Sono passati più di vent’anni dall’uscita del primo film e 19 anni dal secondo capitolo del 2007. È cambiato il cinema, è cambiato il modo nel quale guardiamo i film ed è cambiata profondamente anche Hollywood.
Eppure basta ricordare alcune sequenze della saga per ritrovare immediatamente quella particolare atmosfera.
I due film duravano oltre due ore, eppure per chi si lasciava conquistare dall’avventura poteva accadere quasi il contrario di ciò che normalmente succede con un film lungo: non volevamo che finissero.
Non perché mancasse qualcosa nella durata, ma perché funzionava perfettamente quella combinazione di avventura, storia, enigmi, ironia, improvvisazione e situazioni apparentemente impossibili dalle quali Benjamin Gates e i suoi compagni riuscivano sempre, in qualche maniera, a tirarsi fuori.
Non si trattava soltanto di arrivare a un tesoro.
Il vero divertimento era tutto quello che accadeva per raggiungerlo.
Quando sembrava che il mistero fosse finalmente risolto, compariva un altro dettaglio. Una scritta invisibile. Un simbolo interpretato nel modo sbagliato. Una lente particolare. Una vecchia mappa. Un documento storico osservato da una prospettiva completamente diversa.
La sceneggiatura riusciva a trasformare elementi della storia reale in ingranaggi di un gigantesco puzzle cinematografico.
Ed era proprio questo uno dei grandi pregi della saga.
Un grande Nicolas Cage e un cast perfetto per quell’avventura
Naturalmente sarebbe difficile separare National Treasure da Nicolas Cage.
Il suo Benjamin Gates non era il classico eroe d’azione invulnerabile. La sua vera arma era la conoscenza.
Era preparato, ossessionato dalla storia, estremamente testardo e soprattutto capace di seguire una teoria apparentemente assurda fino al momento in cui tutti gli altri erano costretti ad ammettere che poteva avere ragione.
Al suo fianco trovavamo Diane Kruger nel ruolo della dottoressa Abigail Chase e Justin Bartha nei panni di Riley Poole.
Il rapporto fra i tre era parte fondamentale del fascino dei film. Alle spiegazioni storiche si alternavano battute, discussioni, intuizioni improvvise, inseguimenti e piani che spesso sembravano destinati a crollare pochi secondi dopo essere stati messi in pratica.
Nel cast del primo film figuravano inoltre nomi come Sean Bean, Jon Voight e Harvey Keitel.
Era un ensemble capace di sostenere perfettamente una storia che mescolava avventura classica, thriller, mistero e commedia senza perdere il ritmo.
Un successo da centinaia di milioni di dollari
Il pubblico premiò l’esperimento.
National Treasure arrivò a circa 347 milioni di dollari d’incasso mondiale, un risultato importante che rese praticamente inevitabile un seguito.
Tre anni dopo, nel 2007, arrivò quindi Il Mistero delle pagine perdute, titolo originale National Treasure: Book of Secrets.
Questa volta la storia partiva da una pagina del diario di John Wilkes Booth, l’assassino di Abraham Lincoln, che sembrava coinvolgere un antenato della famiglia Gates nella congiura contro il presidente americano.
Benjamin iniziava così una nuova caccia alla verità che avrebbe coinvolto ancora una volta documenti storici, Presidenti degli Stati Uniti, luoghi simbolici e un tesoro nascosto.
Il secondo film fece persino meglio del precedente, raggiungendo circa 459 milioni di dollari nel mondo.
Con numeri simili sembrava quasi scontato che avremmo rivisto Benjamin Gates molto presto.
Invece iniziò un’attesa lunghissima.
2007-2026: diciannove anni aspettando Benjamin Gates
Diciannove anni.
È questo il tempo trascorso dall’uscita de Il Mistero delle pagine perdute.
Nel frattempo sono nate e terminate intere saghe cinematografiche. Sono cambiate generazioni di console, lo streaming è diventato centrale nell’industria dell’intrattenimento e il modo stesso nel quale Hollywood costruisce i propri franchise è stato completamente trasformato.
Eppure National Treasure 3 è rimasto per anni sospeso in quella particolare dimensione nella quale un film sembra continuamente vicino alla realizzazione senza arrivare mai veramente davanti alle telecamere.
Periodicamente arrivavano dichiarazioni, indiscrezioni o nuovi sceneggiatori. Poi di nuovo silenzio.
Per questo le nuove parole di Jon Turteltaub hanno un peso diverso.
National Treasure 3 è finalmente diventato un progetto concreto
Durante una registrazione dal vivo del podcast National Treasure Hunt, Jon Turteltaub ha spiegato che il progetto sta finalmente andando avanti.
Il regista ha parlato di una sceneggiatura sulla quale si sta lavorando concretamente e della volontà di riportare nel film, per quanto possibile, il cast che ha reso celebri i primi due capitoli.
E inevitabilmente tutta l’attenzione si concentra su un nome: Nicolas Cage.
Turteltaub ha parlato del progetto facendo capire quanto Benjamin Gates rimanga centrale nell’identità della saga, arrivando persino a scherzare sul fatto che senza “Nic” non ci sarebbe un terzo National Treasure.
Questo non significa però che possiamo considerare già conclusi tutti gli accordi.
Al momento delle dichiarazioni del regista, Disney e i rappresentanti di Nicolas Cage non avevano ancora rilasciato una conferma separata e definitiva sul casting.
È quindi corretto parlare di un ritorno fortemente previsto e desiderato dal progetto, mantenendo però quella prudenza necessaria finché non arriverà un annuncio ufficiale della produzione.
Ma una cosa appare molto più chiara rispetto agli anni precedenti: National Treasure 3 oggi è molto più concreto.
E la serie National Treasure: Edge of History?
In questi lunghi anni Disney ha comunque provato a riportare l’universo di National Treasure sullo schermo.
Nel 2022 è arrivata su Disney+ la serie National Treasure: Edge of History.
La produzione raccontava una nuova avventura con nuovi protagonisti, pur mantenendo alcuni collegamenti con l’universo cinematografico originale.
La serie, tuttavia, si è conclusa dopo una sola stagione.
Non serve approfondirla troppo per comprendere l’aspetto più interessante della questione: quando si parla di National Treasure, nell’immaginario di gran parte del pubblico il volto della saga continua a essere quello di Benjamin Gates.
E quindi quello di Nicolas Cage.
Ma quale sarà il mistero de Il Mistero dei Templari 3?
Ed eccoci alla domanda che probabilmente ci incuriosisce più di tutte.
Di cosa parlerà Il Mistero dei Templari 3?
Non esiste ancora una trama ufficiale pubblicata e non sappiamo dove ci porterà la prossima caccia al tesoro.
E forse, almeno per il momento, è proprio questo il bello.
Gli Stati Uniti saranno ancora il centro dell’avventura?
Benjamin Gates tornerà in Europa?
Ci saranno ancora legami con i Templari, con la Massoneria, con documenti scomparsi, società segrete o avvenimenti apparentemente conosciuti della storia che nascondono invece qualcosa di completamente diverso?
Potremmo vedere Washington, Londra, Parigi oppure luoghi che la saga non ha mai esplorato.
Potrebbe esserci un antico tempio, una biblioteca dimenticata, un archivio governativo o magari un segreto rimasto nascosto per secoli proprio davanti agli occhi di tutti.
È quasi impossibile prevederlo.
Ed è esattamente il motivo per cui siamo curiosi.
E soprattutto: che cosa c’è nella Pagina 47?
C’è però un mistero che i fan della saga aspettano di risolvere dal 2007.
Chi ricorda il finale di National Treasure: Book of Secrets, ovvero Il Mistero delle pagine perdute, sa bene a cosa ci riferiamo.
Durante il film Benjamin Gates entra in contatto con il misterioso Libro dei Segreti del Presidente, un volume contenente informazioni riservate sui più grandi misteri e avvenimenti della storia degli Stati Uniti.
Nel finale resta sospesa una questione legata alla celebre Pagina 47.
Non ci viene spiegato realmente quale segreto contenga.
E sono trascorsi diciannove anni.
National Treasure 3 ripartirà proprio dalla Pagina 47?
Al momento non esiste alcuna conferma che il nuovo film utilizzerà questo elemento come punto di partenza, quindi è importante non presentarlo come una certezza.
Ma sarebbe difficile riportare Benjamin Gates al cinema senza domandarsi se uno dei più famosi interrogativi lasciati aperti dal secondo film possa finalmente ottenere una risposta.
La nostalgia sarà importante, ma non potrà essere tutto
Il ritorno de Il Mistero dei Templari porta inevitabilmente con sé una grande componente nostalgica.
Chi vide i primi due film negli anni Duemila oggi ritroverebbe personaggi conosciuti in un cinema completamente diverso.
Ma proprio per questo la nostalgia da sola non basterà.
Non vogliamo semplicemente vedere Nicolas Cage davanti a una vecchia mappa perché ci ricorda il 2004.
Vorremmo ritrovare quello stesso senso di scoperta.
Quella sensazione che dietro una porta apparentemente normale possa nascondersi qualcosa che nessuno vede da centinaia di anni.
Che una frase apparentemente priva di significato possa essere un codice.
Che un particolare presente sotto gli occhi di milioni di persone possa trasformarsi nell’indizio decisivo di un mistero enorme.
E soprattutto vorremmo ritrovare Benjamin Gates davanti a un problema apparentemente impossibile, mentre propone una soluzione talmente assurda da far pensare a tutti che abbia perso la testa.
Per poi scoprire, naturalmente, che aveva ragione.
Quello era il vero spirito di National Treasure.
Può ricominciare una delle cacce al tesoro più amate del cinema
Dopo anni di indiscrezioni, progetti annunciati, sceneggiature e improvvisi silenzi, questa volta sembra che qualcosa si sia mosso davvero.
Il Mistero dei Templari 3 – National Treasure 3 non ha ancora una data d’uscita ufficiale e molti dettagli della produzione devono ancora essere annunciati.
Ma Jon Turteltaub parla apertamente di un terzo film concreto e della volontà di recuperare quanto più possibile lo spirito e i protagonisti della saga originale.
Dopo diciannove anni dall’ultima avventura cinematografica, per ora è sufficiente a riaccendere una curiosità che sembrava destinata a rimanere soltanto un ricordo.
E adesso possiamo tornare a farci quelle domande che rendevano così divertenti i primi film.
Dove ci porterà Benjamin Gates questa volta?
Quale pezzo della storia verrà trasformato nel prossimo indizio?
Quale tesoro potrebbe essere abbastanza importante da giustificare il ritorno dopo quasi vent’anni?
E soprattutto…
sarà finalmente arrivato il momento di scoprire che cosa nasconde la Pagina 47?
Noi di StarkGAMES siamo pronti a seguire nuovamente gli indizi.
E voi? Quale mistero vorreste vedere al centro de Il Mistero dei Templari 3?



